
una perdita finisce per riunire chi si è perso da tempo. rapporti interrotti o spezzati. così ho risentito voci che non sentivo da molto tempo. ho ricordato volti che non ricordavo più. la mia mente è ritornata a quando ero bambina, a giocare in un frastuono di una moltitudine di cugini allegri e spensierati. momenti indimenticabili. persone che fanno parte di me.

provate a immaginare una farfalla.. un fiore che si fa cullare dalla brezza mattutina.. una presenza gentile e silenziosa sempre pronta a offrirsi e presente anche se in silenzio.. con dolcezza e con amore.. se solo avesse fatto più rumore.. se solo avesse battuto le ali.. si fosse opposta alla brezza che finiva per piegarla.. possibile che abbia accettato in silenzio pur soffrendo..? non è giusto accettare e piegarsi e soffrire fino a sparire.. purtroppo succede che se c'è troppa dolcezza la dolcezza finisce per spezzarti con i colpi inferti dalla persona che ti sta più vicino.. succede a qualcuno.. io vorrei tanto farle sapere che le sono tanto vicino a questa farfalla.. che la ricorderò sempre.. quando ero ragazzina e lei mi cospargeva di pasta fissan perché mi ero bruciata al sole.. una presenza mite, sommessa.. si sta spegnendo.. sta sbattendo gli ultimi colpi delle sue ali.. non dovevi .. farfallina.. piegarti all'insensibilità di quel cuore vuoto.. dovevi pensare a volare.. alto .. lasciandoti alle spalle quel cuore vuoto dove rimbombavano i colpi del tuo inascoltati.. ti ricorderò sempre.. anche se non ti vedo da così tanto.. ti sono tanto vicina...
buon giorno.. da tanto non calco questo spazio virtuale.. penso soprattutto a leggere gli altri blog.. perché non sempre quello che penso si può dire.. anzi.. spesso non lo è... vorrei innanzi tutto invitarvi a lasciare, come è scritto sul frame del titolo del blog, i vostri pensieri anche qui.. sarebbe un puzzle quello delle tracce di tutti in questo spazio.. non sarebbe un diario unico.. ma comune.. e sarebbe bello.. e poi vorrei dire una cosa che oggi mi ha piacevolmente sorpreso.. una specie di confessione da parte di un collega.. che mi ha dato il tormento.. per ben tre anni.. non facevamo che litigare.. scazzarci per le cose più stupide.. e mi odiava profondamente.. la cosa.. mi metteva a disagio.. io lo detestavo di conseguenza.. mi interrogavo su cosa potesse non funzionare in me.. me ne facevo davvero un cruccio.. non dico di essere il massimo di efficienza.. ma il suo problema con me andava oltre il lato professionale.. io ne ero avvilita.. non ci siamo rivolti parola.. fino a qualche tempo fa.. e oggi.. una sorta di confessione.. alla mia banale e stupida domanda: quando ti sposi?, mi ha risposto.. "..lo sai io che penso delle donne??!!!!!" insomma.. io ho fatto da capro espiatore.. da incudine sotto il martello della sua falsa idea sul mondo femminile che le donne sono tutte stronze e puttane.. e non so che altro.. mi posso ritenere una eroina.. una martire soprattutto se è servito a fargli cambiare idea.. sul mondo femminile.. che è davvero vario..
ora mi aspetto che qualcuno mi faccia cambiare opinione.. sugli uomini però!!!
a dopo.. per una dritta.. o meglio una informazione sul pessimo funzionamento delle poste..

"è vero che l'oggetto del desiderio è puro e senza macchia" pensavo tra me e me.. percorrendo il corridoio dell'ufficio.. in una casa degli anni 60 in pieno centro di Roma. Pensavo chiudendo le finestre all'imbrunire, che sarebbe stato facile finire sul selciato visto che i davanzali erano tanto bassi.. Già, dopotutto basta poco.. girarsi, perdere l'equilibrio e hop.. ci si ritrova a piombare giù e a schiantarsi senza rendersene conto. Basta poco, una leggera spinta e tu non ce la fai a tenerti cerchi di afferrarlo per la manica ma niente ti sfugge e ti stai già agitando nell'aria per spappolarti di sotto.. Guardavo giù, vedevo il solito gruppetto di barboni avvinazzati.. pensa che schianto avremmo fatto io in mezzo a loro.. un bel pasticcio.. non so perché questi pensieri mi affollavano la testa, forse perché più spesso di quanto si pensi una persona decide di buttarsi sotto la metropolitana e ti capita di sentire qualcuno tra la folla in attesa che dice.. "eh si.. il servizio è sospeso, qualcuno ha pensato di farla finita buttandosi giù sotto la metro" e allora ti chiedi: chissà cosa lo ha spinto.. ecco il risultato di una giornata di lavoro.. lo stress gioca brutti scherzi.. e cosa ti aspetta: yeeeeeee udite udite: il grande fratello!!! qui si che il passo è breve al davanzale.. cmq mi erano rimaste le forze per andare verso casa.. dopotutto mi aspettava una cena con i fiocchi.. quale miglior movente (....) per tornare a casa di buona lena.. scendevo le scale a chiocciola di corsa.. diretta verso la stazione del treno. pioveva a dirotto. l'ombrello si afflosciava sotto il peso della pioggia e avevo le gambe completamente fradice.. ad un certo punto mi accorgevo di dare un calcio a qualcosa che opponeva resistenza.. mi giro e guardo in terra, era un braccio che sbucava dal viottolo subito a sinistra. Stupore spavento paresi confusione e terrore e subito dopo la speranza si trattasse di un malore mi percorrevano la mente, chiamo con il cellulare la polizia e intanto guardo la donna stesa in terra, con la gonna sollevata sulle cosce sporca di fango con il viso girato verso il muro. Se le avessi visto gli occhi forse avrei capito qualcosa di lei. dopo un po, troppo, arrivava una volante. Scendono due agenti, si guardano intorno, mi chiedono se ho visto passare di lì qualcuno, mi chiedono come mai mi trovo lì, mi chiedono le mie generalità, controllano i miei effetti personali e mentre arrivavano altre volanti mi portano al comando. Io mi domando che fine abbia fatto quella donna, chi fosse, intanto mi ripetono le stesse domande. A quel punto sarebbe stata meglio una pigra serata senza senso dietro i piagnistei dei grandi fratelli. Forse quei pensieri bui mi giravano per la testa per presagire quello che avrei visto, forse lei si è tolta la vita, per amore, per qualcuno.. A volte ti sembra davvero tutto perduto.. a volte tutto sembra doverti bruciare addosso, che nulla nulla vada per il verso giusto e che la colpa sia tutta tua e che tu debba pagarla e farla finita.. a volte vengono queste strane idee.. che l'oggetto dei tuoi desideri sia senza macchia perfetto e irraggiungibile, piuttosto preferiresti farla finita che raggiungerlo e vedertelo scivolare tra le dita.. quale modo migliore per sublimare questo amore impossibile se non quello di strapparsi la vita?! e pensavo a tutto questo mentre il poliziotto scriveva lentamente il verbale.. e mi fissava pensando chissà cosa. Avrei voluto rivederla.. anche se mi terrorizzava l'idea, quella donna abbandonata lì, sola. Infilavo il cappuccio del soprabito e tornavo a casa. Nell'androne mi fermava un comandante e mi diceva di ripresentarmi il giorno appresso. Pare che quella donna abitasse in quel viottolo al quinto piano. Una donna dai dubbi costumi, libertina, pare che incontrasse tutte le personalità della zona. A detta dei vicini di casa, ma da una indagine approfondita erano tutti parenti, la donna, giovane e bella, conduceva una vita assolutamente normale, figlia di un imprenditore che si occupava dello smaltimento dei rifiuti nella provincia di Roma e del Lazio, era pronta a prendere le redini del padre e farsi affiancare dal futuro marito, un uomo energico e all'altezza del compito. Niente sembrava portasse a immaginare un movente. Non poteva neanche trattarsi di un tentato rapimento finito in tragedia, la donna non presentava segni di lotta sul corpo, non era stata narcotizzata o colpita, non aveva segni di legacci, non presentava, a vista, alcun segno. I poliziotti mi tenevano allo scuro di tutto ovviamente ma io leggendo il labbiale come una specie di alieno con capacità soprannaturali... immaginavo e di più quello che dicevano. Avrebbe mai avuto giustizia? Mi recavo sotto casa sua per osservare chi si infilasse nel cancello di ingresso. Intravedevo il fidanzato, con un paio di occhiali scuri che tieneva sotto braccio la mamma della vittima, una donna minuta, bruna magra, sembra avere le fattezze mediterranee della donna siciliana. Con gli occhi nascosti dallo scialle entrava nel palazzo, il genero rimaneva sul cancello, forse per aspettare qualcuno. Faceva una telefonata, poi entrava anche lui. Comunico ai poliziotti della telefonata, ma non è affar mio. Io sono una impiegata non mi occupo di indagini, cosa voglio capirci. Dopo una settimana accertano una relazione tra l'uomo e la donna della telefonata. Figlia di un noto pittore Romano, studentessa delle Belle Arti, frequentatrice di rave party, un angelo in casa e un piccolo demonio la notte quando vestita di due fazzoletti di pelle nera si agitava per tirare su qualche soldo nei locali. Ma anche questo non poteva essere un movente. Poteva il futuro genero dare un calcio ad un matrimonio di ferro come quello, per una bellissima svitata? non era plausibile. Ma la bellissima Alba, la vittima, come era in realtà, dietro la sua facciata di pubbliche relazioni, di cene di elit, di affari? Quel che era emerso ad una prima analisi del coroner era che portava una biancheria sublime, che lui non aveva mai visto, come aveva detto ai colleghi inorriditi! era una donna raffinata, fuori dal comune, una icona, intoccabile, non amava la compagnia spicciola e alla buona, era molto esigente. Questo a detta del padre, l'imprenditore, ma poi dopo una accurata indagine si era venuto a sapere che aveva amicizie in tutto il quartiere, dal fioraio all'angolo al portiere dello studio del dentista e dove poteva si fermava e accettava volentieri anche inviti improvvisati a bere qualcosa al bar. Un'ottima bevitrice, non solo di champagne ma anche di caipirina di succhi vari.. perdeva facilmente la testa se beveva più di un dito di qualcosa.. anche il caffé era eccitante per lei. Una donna fuori dal comune che avrebbe tanto desiderato essere in comune con tutti. Flirtava per simpatia con tutti. Anche se era innamoratissima del futuro marito. Perché l'amore è un groviglio di contraddizioni, fa paura a volte.. sembra un tunnel senza uscita, allora meglio affezionarsi a più di uno. A questo punto la cerchia degli indiziati si allarga e il delitto sembra a sfondo passionale. Magari un uomo geloso in un raptus l'ha buttata dalla finestra. Accertato senza ombra di dubbio che si trattava di omicidio, ricostruendone la dinamica si era giunti alla conclusione che la vittima non era caduta dalla finestra, non aveva ecchimosi o traumi o emorragie, così le indagini dal quinto piano si trasferivano al pian terreno. Passavano i giorni e i mesi ma quel viottolo non presentava alcuna traccia di passaggio, tutto sembrava pulito alla perfezione. Non c'era una carta, un indizio, un residuo organico, un capello, una ciglia, un oggetto, niente.. solo sassi, cicche spente, qualche biglietto di autobus.. ma niente che riconducesse a lei. Ormai il caso era archiviato, il colpevole era rimasto impunito. I genitori speravano in una giustizia ma speravano anche che tutto in qualche modo finisse. La stanza di Alba era rimasta come lei l'aveva lasciata, il suo abito da sposa era appeso nel suo armadio, i suoi trucchi e le sue creme erano pronti all'uso sulla mensona del bagno. Asciugamani, ciabattine, tutto in ordine come se lei potesse tornare da un momento all'altro. Un tardo pomeriggio, stavo chiudendo le finestre dell'ufficio quando mi sento strattonare e buttare in terra, subito ho pensato di essere stata aggredita, mi guardo intorno e non vedo nessuno. Mi accosto allo specchio sul muro e mi guardo e vedo sul mio viso un altro viso che si sovrappone, di una donna bellissima, il terrore mi assale con un senso di leggerezza, la vedo che mi osserva, ci guardiamo contemporaneamente allo specchio io e lei, una sola cosa, dal suo viso traspare il mio, mi sorride e io seria spaventata e attonita la osservo. La riconosco e atterrita dico "Alba"! La porto al suo corpo lei se ne impossessa come fosse ieri che lo aveva lasciato. Lo sradica dalla terra e ci si infila. Si appropria della sua carne e della sua vita. Io scappo via in preda a visioni infernali. L'avevo avuta dentro per tutto quel tempo. Una specie di vampiro, un morto vivente, uno zomby! certo è che le sue abitudini ormai le conoscevo proprio bene e conoscevo tutti quelli del quartiere, a cominciare dal fioraio! 
mi sono soffermata sul precedente blog.. che ho cancellato.. e che si è dissolto come una nuvola al sole.. dicevo.. mi sono soffermata raramente sul mio lavoro.. ma è una mia costante.. giornaliera.. e mi sono soffermata per un attimo sul singolare rapporto di colleganza che corolla il mio lavoro quotidiano.. tra piccoli dispetti e allusioni simpatiche e ironiche di minuto in minuto tiro avanti la giornata tra un conto e l'altro.. ho colleghi giovani, più di me.. che speravo sentissero la differenza di età e mi portassero il dovuto rispetto.. e invece neanche a parlarne.. mi fanno i dispettucci come avessimo sette anni a testa.. la qual cosa mi fa ridere devo ammettere.. e mi chiedo a volte in che razza di ufficio mi trovi.. qui non si millantano assolutamente staccanovismo e atti eroici come spesso accade nella maggior parte degli uffici, si fa il necessario con precisione e tempismo.. non di rado si risolve il problema per il rotto della cuffia ma con competenza e scaltrezza.. insomma a noi CSI ci fanno un baffo, come anche quel mattachione delle arti marziali di Walker Texas Ranger.. non mancano i musi lunghi e le tensioni pesantissime.. lunghe e molto difficili da sostenere.. ma il sorriso è sempre pronto a prendere il posto di tutto.. e si sognano vacanze in posti sparsi per il mondo.. mentre stiamo al chiodo.. e finisco per starci da sola a lavorare visto che gli altri hanno l'opportunità di svignarsela quando possono.. insomma volevo parlarne.. non l'ho mai fatto.. questa in sostanza è una gabbia di matti sognatori magari un po' snob.. ma con i quali ho avuto la fortuna di capitare per caso.. assolutamente per caso...
perché ho parlato di questo.. e vi dirò a fatica.. perché io non sono una persona che si espone più di tanto.. perchè vorrei dire una cosa importante.. quanto la sostanza conti di gran lunga più dell'apparenza e delle pagliacciate di cui a volte ci vogliono infarcire.. è molto più ricca una sana e modesta verità di uno splendido e raggiante e ipotetico miraggio dell'immagine, dell'apparenza, del ruolo a cui si aspira, di avere tutto in regola.. io sono arrivata alla mia età desiderando solo autenticità e concretezza.. mi dispiace ma a me le illusioni non piacciono e neanche il compromesso passato per giusto quando invece è una stortura e una forzatura alle necessità altrui..


chiedo scusa.. ma eccomi di nuovo sotto una veste molto simile alla precedente..
perché ho cancellato il blog.. ? perché mi ripresento qui.. ? "futili" motivi.. devo fare una premessa a questo nuovo blog.. che nasce adesso.. vorrei che non fosse solo un diario.. vorrei che fosse un po' di tutti.. non solo un mio spazio.. intendo dire che se qualcuno non avesse pensato di aprirselo per motivi di tempo o altro può inserire un commento e io avrò la pazienza di postarlo come se il blog fosse suo.. se qualcuno è stato bloccato da qualcun altro e vuole lasciare un messaggio nell'etere alla stessa persona, può lasciarmelo tra i commenti e io posterò anche quello.. chi non volesse comparire nel proprio blog.. per motivi di opportunità di varia natura.. potrà fare quanto detto sopra.. ed io provvederò! chi volesse fare una dedica d'amore, una confessione.. una promessa di sangue un giuramento o volesse semplicemente mandare al diavolo qualcuno pubblicamente.. potrà seguire le istruzioni di cui sopra.. ed io posterò tutto quello che chiunque desiderasse, senza offendere la morale e il comune senso del pudore.. nel rispetto di tutti i passanti.. se avrò qualcosa da aggiungere mi premurerò di comunicarvelo..
se non lo avete capito questo è un muro, dove affiggere i vostri pensieri.. anche i più rabbiosi o i più pieni di passione.. un crocevia.. dove voler fare inviti o fissare appuntamenti.. questo spazio è di tutti..